Quando il Duce s’innamorò di Littoria. Sabato 28 maggio alle 16 presentazione a Latina Scalo del libro fotografico ‘Littoria, la prediletta del Duce’

SALONE PARROCCHIALE CHIESA SAN GIUSEPPE LAVORATORE –  INGRESSO POSTERIORE VIA DELLE SCUOLE – ORE 16:00

littoria la prediletta del duceStoria di un amore particolare. Quello tra una città nuova e il suo fondatore, il capo del governo Benito  Mussolini. Qual era il legame tra Littoria, futura Latina, e il Duce? Il libro fotografico ‘Littoria, la prediletta del Duce’, (omicron edizioni, pp 200, euro 12) è una galleria di fotografie e di giornali dell’epoca che testimoniano tutte le volte che il capo del governo del regime fascista Benito Mussolini venne a Littoria. Ma non è chiaramente un libro agiografico, è un album storico, redatto e confezionato da Cesare Bruni, collezionista e appassionato delle Paludi Pontine e dell’Agro redento, e da Gian Luca Campagna, giornalista.

L’appuntamento per la presentazione di questo libro è per sabato 28 maggio alle 16 presso il salone parrocchiale della chiesa San Giuseppe Lavoratore in piazza San Giuseppe a Latina Scalo. L’evento è organizzato dall’agenzia Omicron e dall’associazione Tor Tre Ponti. Cesare Bruni allestirà anche una mostra delle fotografie e delle stampe originali dell’epoca, attestanti la nascita e l’evoluzione di Littoria. L’incontro sarà condotto dal giornalista Gian Luca Campagna e dal presidente dell’associazione Tor Tre Ponti Emanuele Bonaldo.

“In un mondo (quello italiano) dove si gareggia per andare a rilento l’epopea fascista legata alle città nuove può essere interpretata come la sublimazione dell’arte italica di arrivare prima degli altri quando l’impegno e la costanza si uniscono alla creatività di un popolo per natura, purtroppo, indolente – sottolinea Gian Luca Campagna, che è curatore anche di questa collana-. Quando si cita la parola Duce, Mussolini, Littoria ecco che l’argomento diventa scottante, quasi incombesse un anatema verso chi pronuncia quei termini, così contro l’ipocrisia imperante ho deciso lo stesso di pubblicare un libro che affrontasse il tema. Può forse avere futuro una città che non riesce a scrollarsi di dosso i ‘fantasmi’ di un passato di cui non ha comunque colpa? Come al solito domina l’ipocrisia. E a Latina viene coltivata in abbondanza in modo perenne”.

Il Duce Mussolini forse non s’era innamorato a prima vista di Littoria. L’aveva osservata in lontananza con una sufficienza dettata dal flop delle prime città di fondazione sorte in Sicilia, tant’è che aveva ceduto l’atto della primogenitura al deputato Orsolini Cencelli, che il 30 giugno del 1932 aveva posato la prima pietra per la fondazione di quello che comunque doveva essere un grande centro agricolo, con attorno borghi e villaggi satelliti. Ma poi il Duce se n’era innamorato, al pari delle belle donne che evidentemente già possedevano i cromosomi futuri di quelle splendide creature che sono oggi le donne pontine. E per questo Benito Mussolini non aveva resistito al fascino dell’Agro Pontino: vi tornò diverse volte, in diverse pose, dalla mietitura ai discorsi, dalle adunate alle inaugurazioni di edifici e industrie, ponendola sempre come esempio futuro per un’Italia che tra tanti interrogativi e molte difficoltà forgiava una propria dignità nel microcosmo dell’autarchia.

Cesare Bruni, collezionista e appassionato di cimeli, oggetti, immagini, documenti legati al periodo fascista di Littoria, invece ha sempre frequentato ambienti della destra radicale, tant’è che la sua passione politica poi è sfociata anche nel ruolo di consigliere comunale (prima nelle fila di Alleanza Nazionale e indipendente, poi). Dice l’ex consigliere comunale di Latina: “Mentre, lo scorso aprile, nel 70° dell’uccisione di Mussolini, allestivo la mostra sulla sua vita, dal socialismo attraverso l’interventismo e la  guerra fino al fascismo e a Piazzale Loreto, guardando le decine di quotidiani, di riviste, di foto e cartoline che ritraevano il Duce a Littoria e nell’Agro Pontino, mi sono reso conto una volta di più del legame speciale e unico che si creò tra Mussolini e Littoria. Un legame certamente non così stretto nel momento iniziale del concepimento della città ma che, indubbiamente, dall’autunno del 1932 in poi non cessò mai di alimentarsi e di crescere. Il regime fascista ed il Duce fecero della ciclopica opera di bonifica e redenzione delle paludi pontine e della costruzione delle città nuove il maggior biglietto da visita dell’Italia nuova e moderna. E le tante visite di Mussolini, accompagnate da tutta l’imponente ed efficiente macchina propagandistica fascista, resero l’opera di bonifica e costruzione una vera epopea, donando a Littoria una storia unica ed importante, anche se breve nel tempo. Nel dopoguerra il ruolo di Mussolini in questa storia sparisce perché sparisce la storia stessa di quest’epopea, facendo solo saltuariamente capolino qua e la. Mi venne in mente allora, in aprile alla mostra, l’idea di un’iniziativa, piccola e senza alcuna velleità, che attraverso le immagini, riscoprisse quel legame tra il Duce e Littoria ed insieme facesse riemergere quel pezzo di storia che fece di Littoria una città straconosciuta in Italia e all’estero. Anche questo legame speciale è stato ed è parte della storia di questa città e come tale va restituito alla storia”.

SALONE POSTERIORE CHIESA SAN GIUSEPPE LAVORATORE –  INGRESSO VIA DELLE SCUOLE – ORE 16:00

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